Italia, anni Settanta. È un periodo di forti tensioni sociali, la violenza è all’ordine del giorno, si propinano sistemi e modelli di cambiamenti, ma nessuno, forse, crede che davvero le cose possano cambiare.
Marco è un giovane terrorista “nero” dilaniato da un dilemma che pare essere insolubile. Come gli altri camerati, è spinto da forti ideali e ha un senso di rifiuto della realtà circostante. Tutti parlano di Heimat, cioè di Patria, «una parola tedesca che gli era rimasta nel cuore», ma quanti sono veramente e profondamente legati alla propria terra, alla propria nazione? Per quanti la “Patria” non è soltanto una parola con cui infarcire un discorso, per far leva sulla sensibilità altrui? Quanti, se ci sono, hanno il coraggio di vivere e combattere in nome dei propri ideali e farsi portavoce di veri valori?
Disgustato da ipocrisie e compromessi, stanco del vuoto chiacchiericcio e dell’immobilismo dei camerati di una sezione del partito nella sua piccola città di provincia, Marco si rende conto che quello non è il posto adatto a lui e muove i primi passi verso il proprio destino.